incontri con
Andrea
Zanzotto
e Nicola De Cilia, Bruno
Lorenzon e Tiziano
Spigariol, Gian
Mario Villalta
e Alberto Cellotto.
PROGRAMMA
Sala Congressi di Casa dei Carraresi (g.c.)
Via Palestro - Treviso
Sabato 24 Febbraio 2001 ore 17.00
BRUNO LORENZON e TIZIANO SPIGARIOL
Memoria di una terra in bianco e nero
Sabato
3 Marzo 2001 ore 17.00
ANDREA ZANZOTTO e NICOLA DE CILIA
Dal filò all’hard-disk
Tradizione orale e memoria magnetica
Venerdì
9 Marzo 2001 ore 17.00
GIAN MARIO VILLALTA e ALBERTO CELLOTTO
Forme del narrare e memoria
Informazioni: Gabriele 0339-2439818
info@contaminarte.org
Il
ciclo di incontri nasce dall’esigenza di rapportare le nuove
generazioni al concetto di MEMORIA, non da un punto di vista
filosofico o scientifico, bensì nel suo concetto più ampio di
trasmissione di sapere e saggezza da generazione a generazione.
Un modo per "rigenerarsi" nel passato della
nostra terra e per coglierne il possibile futuro. Attraverso il percorso
segnato dai tre incontri si parlerà del passato rurale di questo
NordEst neo-industriale con il supporto di fotografie dei primi del
Novecento (frutto della collaborazione con l’Archivio “Aldo
Cenedese” ed il Comune di Ponte di Piave) e due amanti-cultori di
tradizioni locali, quali Bruno Lorenzon e Tiziano
Spigariol. Il titolo "dal filò all’hard-disk"
proposto ad Andrea Zanzotto per il suo intervento è una
provocazione per assaporare il punto di vista del
poeta sulle differenze tra la trasmissione orale, "popolare",
del sapere ed i nuovi supporti tecnologici, memorie artificiali,
non-umane.
La chiusurà del ciclo di incontri, affidata a Gian Mario Villalta,
svilupperà, invece, l’aspetto lettarario della "questione
Memoria", il rapporto tra il ricordo-memoria e la pagina
scritta.
BRUNO LORENZON
E’ nato nel 1941 a Roncade (TV), dove tuttora risiede e lavora.
“Drio a restera, el parlar dei noni”, pubblicato per la prima volta
nel 1998, ha conosciuto diverse ristampe in meno di due anni e, con il
successivo “L’inverno di Toni, favole e leggende venete” del 1999,
ha rivelato uno dei maggiori interpreti e cultori delle tradizioni
venete in generale, e trevigiane in particolare. Con la sua scrittura
discorsiva e brillante, in cui prevale il senso dell’ironia e del
paradosso, Lorenzon è ormai considerato uno degli scrittori veneti più
apprezzati e di successo del nuovo filone letterario, legato a temi, personaggi ed ambiti territoriali della nostra regione, che si sta
imponendo in questi ultimi anni.
TIZIANO
SPIGARIOL
E’ nato nel 1952 a S. Lazzaro, alle porte di Treviso, dal 1976 al 1987
è stato insegnante di abbigliamento presso il Centro di Formazione
Professionale di Lancenigo (TV) e ha svolto le mansioni di coordinatore
per il Triveneto del Committe Of European Clothing Technical Managers..
Dopo giovanili esperienze ha pubblicato nel 1980 Poeti seduttori,
raccolta di poesie in lingua italiana, cui hanno fatto seguito nel 1998
Par dir chelcossa anca mi (Piazza) e recentemente “Missioti”
(Piazza), liriche in dialetto. Attualmente vive in quel di Mogliano
Veneto e conduce Un’attività di sartoria industriale a Monastier,
riproponendo fogge e abiti caratteristici del passato; cultore delle
sane tradizioni nostrane, è fondatore e presidente della Congrega del
Tabaro.
ANDREA ZANZOTTO
Nato a Pieve di Soligo (Treviso) nel 1921, Andrea Zanzotto ha iniziato
ad insegnare all’età di sedici anni. Laureatosi in Lettere
all’Università di Padova nel 1941, ha poi vissuto a lungo
all’estero, in Francia e Svizzera. Tornato in Italia, si è stabilito
nel suo paese natale, dove vive tuttora. Ha esordito con "Dietro il
paesaggio" (1951), cui sono seguite le raccolte poetiche "Vocativo" (1957),
"IX Ecloghe" (1962), "La Beltà" (1968),
"Gli sguardi, i fatti e Senhal"(1969), "Pasque" (1973). Con "Filò" (1976) è venuta in superficie una vena
dialettale che in parte riaffiora anche in Idioma (1986), titolo
conclusivo di una trilogia
sviluppatasi attraverso i precedenti "Il
Galateo in Bosco" (1978) e "Fosfeni" (1983). E’ autore di un volume di
racconti e prose in diverse successive edizioni dal 1964, e delle
raccolte di saggi, articoli, interventi critici sulla letteratura, "Fantasie di avvicinamento" (1991) e
"Aure e disincanti nel Novecento
letterario" (1994).
Ha tradotto fra gli altri Honoré de Balzac, Georges Bataille, Michel
Leiris e Henri Michaux. La sua più recente silloge poetica, Meteo,
è del 1996. E’ protagonista di un film-intervista di Carlo
Mazzacurati e Marco Paolini, secondo della serie "Ritratti"
(2000).
GIAN MARIO VILLALTA
Nato nel 1959 a Visinale (PN), ha studiato all'Università di Bologna ed
ora insegna in una scuola superiore a Pordenone. Ha pubblicato numerosi
testi critici sulla letteratura come Testo a fronte,
Studi di estetica, Diverse Lingue, and Baldus
(di cui è anche editore). I titoli seguenti sono stati pubblicati come
libri: Diritto alla poesia, con A. De Biasio e A. Pergolo (Pordenone: Biblioteca dell'Immagine, 1992); La costanza
del vocativo. Lettura della trilogia di A. Zanzotto: "Il Galateo
in Bosco," "Fosfeni" e "Idioma" (Milan: Guerini & Associati, 1992);
La mimesis è finita (Modena: Mucchi Editore, 1996). Oltre ad aver
pubblicato delle raccolte di poesia come Limbo (Forum/Quinta Generazione, 1988)
e L'erba in tasca (Milan: Scheiwiller, 1992) ha focalizzato il
suo lavoro anche sulla lingua friulana. Le suo più importanti opere
dialettali sono: Altro che
storie! (Udine: Campanotto, 1988); Sapeghete: Poesia in piego
(Rome: S/Oggetto 2, 1992) e Vose de vose (Udine: Campanotto, 1994)con
il quale ha vinto il "Premio Lanciano". I
racconti raccolti in Un dolore riconoscente (Transeuropa 2000) rappresentano la sua prima opera di narrativa.
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